Ricette nobili e piatti popolari

Impossibile raccontare in poche righe la grandissima ricchezza e varietà della cucina campana. Fra i piatti più elaborati quelli d’ influenza francese, ideati dai cuochi dell’Ottocento e perfezionati nel tempo, come ad esempio il “sartù”, un timballo di riso realizzato con carne di pollo, salsicce, piselli, mozzarella, ragù e talvolta besciamella. Questo genere di pietanze non era certo diffuso presso la gente comune, mentre - al contrario - i piatti tipici delle famiglie più umili erano ugualmente consumati anche dalle classi più elevate: nemmeno i ricchi sapevano resistere al gusto genuino dei primi a base di ortaggi e formaggi locali, pur avendo a disposizione ingredienti più raffinati che i fitti commerci mettevano loro a disposizione.

I dolci, infine, sono un mondo golosissimo a se stante: i più classici, consumati ancora oggi, sono gli stessi di una volta, dai gelati ai celebri babà liquorosi, dalle sfogliatelle alla sontuosa pastiera, con canditi, ricotta e fiori d’arancio.