Dagli olivi del Garda alle malghe delle Dolomiti

Quanto alle produzioni tipiche, al vertice della notorietà sono le mele e piccoli frut- ti come fragole, lamponi e mirtilli; formaggi, come il Grana Trentino e il Puzzone di Moena; salumi, come lo speck e i wurstel altoatesini.

Una provincia può prevalere sull’altra per notorietà di una certa categoria di prodotti ma questo nulla toglie alle specialità meno conosciute, che anzi possono diventare pretesto per una conoscenza più approfondita dei luoghi: è il caso della cosiddetta ‘carne salada’, tipica della Valsugana, che si accosta ai fagioli in una pietanza di antica tradizione; o del Graukäse, formaggio della val Pusteria, caratteristico per la scorza grigia e il sapore piccante.

Per non dire di certe specificità, come la ristretta produzione d’olio d’oliva del- l’alto Garda, la più settentrionale d’Italia, che esalta la cucina del pesce di lago, o della pasticceria di tradizione viennese, a partire dallo strudel, che costituisce una delle attrattive delle belle villeggiature altoatesine.
Indispensabile un cenno al tenore della ristorazione, che accomuna le due province per suggestione di ambienti passando dagli scenari cittadini, in un arco che va dal severo medioevo di Trento alla mondanità dei portici di Bolzano, alle località minori, dove i romantici hanno da scegliere tra i masi che punteggiano i prati o l’alberghetto perso tra i boschi.
Lodevole anche la professionalità dei ristoratori, siano essi fedeli alla tradizione o fautori della rivisitazione delle sue ricette.

Difficile esprimere una preferenza tra estate e inverno, tali e tante sono le occasioni di un turismo che è ormai fra le prime voci dell’economia regionale.