Una tradizione culinaria dalla doppia anima

Una regione composita anche per etnie, dalla maggiore, i friulani, alle minori dell’arco alpino, i carinziani dell’Alta Carnia e gli sloveni dai Colli Orientali al Carso.

Composita, infine, per fattori storici, con principale riferimento al lungo periodo della dominazione austroungarica. La tradizione regionale vive della contrapposizione tra cucina contadina e cucina nobile, tra influenze padano-venete e mitteleuropee, ma si diversifica di luogo in luogo con singolari sovrapposizioni.

Due le province del Friuli, Udine e Pordenone, che un tempo erano domini di terraferma della Serenissima; due quelle della Venezia Giulia, Gorizia e Trieste, dove sono sensibili i punti di contatto con il mondo dei Balcani.
Di ciò, ovviamente, si ha riflesso in tavola: d’ambito padano sono i risotti e la polenta, e una cucina di mare d’accento veneziano; d’ascendenza mitteleuropea sono invece certi piatti che si consumano nei buffet del porto di Trieste, come il Gulash e le salsicce servite su un letto fumante di crauti; spiccatamente sloveno è infine il piccante degli spiedini di carne e di certi piatti marinari istriani.
 

Alcuni piatti sono ubiquitari, come la ‘iota’, una zuppa a base di fagioli che tuttavia registra notevoli differenze da una parte all’altra della regione.