Alla scoperta di Padova e dei suoi sapori

La basilica di Sant’Antonio e la cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto (perciò è conosciuta come la “città del Santo e di Giotto”), il centro storico con le piazze rinascimentali sono i tesori di Padova, città ricca di caffè storici e di capolavori artistici, fra le principali ed autorevoli sedi universitarie italiane, conosciuta anche per la sua eccellente gastronomia.

Palazzo della Ragione e piazza delle Erbe © F.e M. Danesin

Padova è una delle perle del Veneto: ricca di storia e cultura, ha il centro storico racchiuso nelle anse del fiume Bacchiglione. La visita inizia dalle piazze, ancor oggi come un tempo vivace cuore della città: piazza delle Erbe, con le bancarelle del mercato che ne ricordano l’antica vocazione commerciale, dominata dal duecentesco palazzo della Ragione, sede nel medioevo della Corte di giustizia, composto da un unico ambiente di straordinaria ampiezza con le pareti decorate col più ampio ciclo italiano di affreschi a tema astrolofico (1430) e dal tetto a carena di nave; piazza delle Erbe, dove s’affaccia l’altro lato del palazzo della Ragione; piazza dei Signori, delimitata dalla loggia della Gran Guardia ( 1496-1553) e dal palazzo del Capitanio (1605), sulla cui facciata spicca l’arco dell’orologio. Poco distante, nell’omonima piazza, si trovano il duomo (ricostruito alla metà del’500 su disegno di Michelangelo) e il battistero affreschi trecenteschi di Giusto de’ Menabuoi. Sempre in centro, sorge la sede dell’Università patavina, fondata nel 1222: è il palazzo del Bo’, con il cinquecentesco cortile antico, la cattedra di Galileo Galilei e il più antico Teatro anatomico del mondo.
Il gioiello più prezioso di Padova è la cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto, fatta edificata nel Trecento dall’omonima famiglia, che ne affidò la decorazione all’artista, il maggior pittore italiano del medioevo. Il risultato è un ciclo di trentotto episodi della vita di Cristo e della Vergine, realizzato dal 1303 al 1305 con lo stile realistico introdotto da Giotto nelle arti figurative. Raffigurati anche i sette Vizi capitali e le sette Virtù, mentre sulla parete d’ingresso spicca un complesso ed affascinante Giudizio Universale. Poco distante, la chiesa degli Eremitani, dove lavorò Andrea Mantegna, con le raccolte dei Musei Civici.
Ai margini del centro sorge la basilica di Sant’Antonio, uno dei santuari più venerati del mondo cristiano, con le imponenti otto cupole, eretta tra il Duecento e il Trecento per accogliere le spoglie del religioso portoghese, ricca di opere d’arte (fra cui spicca l’altare di Donatello): davanti alla chiesa sorge il monumento al Gattamelata, realizzato da Donatello (1447-1453). Un breve tratto di strada conduce all’armonica e vasta piazza-giardino di Prato della Valle, realizzata nel Settecento dopo la bonifica di un’area paludosa, che ha al centro l’isola Memmia, cinta da un canale ellittico e ornata da statue di illustri personaggi padovani. Poco lontano, l’Orto Botanico creato nel 1545, il più antico d’Europa.

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Si ringrazia per le immagini: © Provincia di Padova