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Un po' di storia

Dino Villani, padre del Buon Ricordo e di Miss Italia

Il Buon Ricordo nasce nella primavera del 1964 per volontà, prima di tutti, di Dino Villani, un uomo d’arte e di cultura, ma anche un grande pubblicitario, capace di dar vita ad iniziative di grande e diffuso successo (basti pensare al primo concorso di Miss Italia, all’invenzione della Festa della mamma e così via). Villani è consapevole del valore delle tante tradizioni gastronomiche italiane (e qui sta l’uomo di cultura) che, come scrive Vincenzo Buonassisi sul Corriere della Sera nell’aprile del 1964, presentando l’iniziativa, sono, in quel tempo, “segrete o neglette”. I ristoranti di un certo livello si ispirano per lo più alla cucina d’oltralpe, mentre le trattorie, per rassicurare la più modesta clientela, promettono “cucina casalinga”.
Villani frequenta e discute con grandi gastronomi (Angelo Berti, Giorgio Gioco), è vicino all’Accademia Italiana della Cucina da poco costituita (Orio Vergani) e cerca un’idea capace di valorizzare quella che oggi comunemente si chiama “la cucina del territorio”, di promuoverla e divulgarla, e soprattutto di attrarre i consumatori verso i ristoranti che sono inclini a praticarla e a proporla quotidianamente con giusto rigore. Cerca, insomma, di concepire una formula che induca i ristoratori a “posizionarsi” senza timori e, anzi, con orgoglio, in questa linea di cucina avendone il giusto vantaggio, che consiste nel veder crescere, in quantità e qualità, la clientela. Perché ciò avvenga, o per lo meno abbia inizio col necessario successo, occorre naturalmente che “la formula” premi e gratifichi, oltre che ovviamente per l’autenticità e la qualità del cibo e dell’accoglienza, anche il consumatore. Il quale per lo più, salvo selezionate eccezioni, ancora memore della fame patita in anni recenti e freneticamente desideroso di buttarsi alle spalle la povertà e di aprirsi a nuovi stili di vita, è più attratto da modelli transoceanici che dai valori autentici delle nostre tavole.

L’idea di un grande comunicatore

Ed ecco l’idea del grande comunicatore: ogni ristorante che aderisce deve avere in lista una “specialità” del Buon Ricordo, cioè una portata esemplare del territorio in cui opera o a cui si ispira. Chi gusta quella specialità riceve in omaggio un piatto in ceramica che ricorda il ristorante e la specialità stessa: un dono destinato a fissare il “buon ricordo” di un’esperienza gastronomica da non dimenticare.
Pubblicitario, ma colto e rispettoso delle buone tradizioni italiane. In molte parti d’Italia la ceramica artistica conta tradizioni antiche, a volte millenarie e di “artigianato d’arte”. I piatti del Buon Ricordo non sono piatti qualsiasi, non sono ceramiche industriali stampate. Si sceglie di rivolgersi ai ceramisti di Vietri sul Mare, una località che affonda questa tradizione nei secoli. Il cotto nasce da una cava locale. I processi di ceramizzazione sono artigianali. I piatti, una volta fatto il “bozzetto” originale, sono dipinti a mano dai decoratori, uno per uno. Non solo: poiché chi vuole può anche usarli in tavola, i colori sono speciali, coerenti alle norme imposte per i contenitori alimentari, rigorosamente senza piombo. L’arte dei cuochi ispira quella dei decoratori, tutto rigorosamente “italian style”.
Un successo che supera ogni previsione. Tutti i media salutano con entusiasmo la bontà dell’iniziativa e la qualità delle scelte.
Dodici ristoranti, nell’aprile 1964 al Circolo della Stampa di Milano si presentano come fondatori dell’Unione e preparano una cena memorabile: due tra essi sono ancora attivi e, per il nostro orgoglio, sono ancora soci dell’Unione. Si tratta dei 12 Apostoli di Verona e del Laurin di Salò.

 

Un successo travolgente

Il grande, clamoroso successo iniziale si conferma, dura, cresce. A fine anni ‘60 i dodici sono più che raddoppiati anche se quasi tutti collocati nel Nord del Paese. Villani, primo presidente-fondatore, lascia il bastone del comando ad un ristoratore: Nevio Zanni, della “Giarrettiera” di Milano. Che, purtroppo, nel ’72 viene a mancare e lascia la presidenza a Piero Bolfo, della Certosa di Pavia. E’ lui che da respiro prima nazionale e poi internazionale all’Unione. A fine ‘70 i ristoranti, in Italia, si avvicinano al centinaio, diffusi un po’ in tutto il territorio a rappresentare il grande mosaico delle tante tradizioni italiane. Negli anni ’80 si sconfina. La ristorazione italiana, in tutte le sue forme regionali, dal Piemonte alla Sicilia, ha riconquistato tutta la sua dignità anche all’estero, in un sapiente (e ancora incompiuto) processo di interazione con l’esportazione di prodotti: di olio, di vino, di frutta e ortaggi, di salumi e formaggi tipici ed autentici. E il Buon Ricordo prolifera in Europa e oltre, fino agli USA, a Hong Kong, al Giappone.
Bolfo è veramente un presidente illuminato: vede lontano e guarda alto. Promuove l’alleanza con il Touring Club Italiano, da sempre sensibile ai valori di attrazione, anche da un punto di vista storico-culturale, dell’enogastronomia italiana. Insieme danno vita a studi, convegni riflessioni e dibattiti. Fino ad arrivare, nel 2001, a costituire insieme la Fondazione italiana Buon Ricordo per sistematizzare questo genere di iniziative.

 

E i piatti?

Continuano imperterriti il loro cammino. Adornano le pareti di tante prime e seconde case, a centinaia. Un colpo d’occhio, un mosaico a colori vivaci che decine di migliaia di italiani esibiscono agli amici e, percorrendoli con lo sguardo, ricordano i sapori che hanno gustato, le serate passate a tavola in quei luoghi, le occasioni, la compagnia. Molti adesso li hanno riscoperti per mangiare e li utilizzano per imbandire allegre e variopinte tavolate.
Il collezionismo, a qualsiasi genere di oggetto si rivolga, dai cavatappi o ai quadri d’autore, è da sempre croce e delizia dei collezionisti e dei “collezionati”, ed i nostri piatti artigianali non fanno eccezione. Un errore, una minima variante in cui inevitabilmente cade ogni tanto l’amanuense decoratore è oggetto di attenzione spasmodica. Nel 1977 nasce l’Associazione dei Collezionisti: un’iniziativa assolutamente autonoma rispetto all’Unione, cui va tuttavia la nostra grata amicizia per la passione seria e rigorosa che rivolge alle nostre iniziative (www.collezionistipiattibuonricordo.it).